LO STATO DELLE TRE CORTI.

ALTRIMENTI: RELATIONI DI ALCVNE QVALITA Politiche con le loro dipendenze considerabili ap­presso di que [...], che dei gouerni delli stati si dilettano; ritrouate nello stato della Corte Romana, nel regno di Napoli, & nelli stati del gran Duca di Thoscana, cagioni secondo la na­tura di quelle genti sicurissime della fer­mezza di quei gouerni.

DI PERVCCIO VBALDINO, CITTADIN FIORENTINO.

AL NOBILE, ET PRVDEN­TE, ET AMICHEVOL LETTORE DELLA REAL NATIONE INGHILESE, PETRVCCIO VBALDINO CITTADIN FIO­RENTINO, DICE SALVTE.

IL desiderio naturale d'alcuni, conoscendo se stessi esser nati huomini, dalle benigne stelle stato lor conceduto di prolongar con­la industria dell' animo parte miglior del loro essere, à se medesimi la vita per molti secoli, gli ha dimostro ancor la via com­moda di poter cio conseguir col mezo del­la penna, in ricercar le lodi altrui honora­te intorno à quelli studij, & attioni, da i quali ogni Politico, & Iconomico, & Militar gouerno dipende, Da­poi, che ad essi ò per impedimenti naturali, ò accidentali non è auuenu­to, che adoperar vi si potessero per meritar da altri quello, che altri da essi di meritar bene operando si sono sforzati. Percioche cosi facendo non solamente si fugge da gli animi loro non punto neghittosi l'otio vituperoso strumento di ogni humana vilta, ma ancora si toglie via il pericolo di non inciampar ne gli studij pur troppo dissoluti de gli scor­retti costumi dell' età nostra. Et però tirato io dalmio genio (come che poco egli riesca stimato per colpa de gli inuidiosi Orioni, al giouamen­to de gli huomini honoratamente curiosi della interior conoscenza, & nō adombrata delle cose. Ho pensato, che' non sia se non per esser grato àquei, che per conuenienti rispetti rimanendosi dal peregrinar fuori delle patrie loro. non posson da quei, che pur rieercando l'altrui prouin­cie, & Regni se ne vanno, intender cosi per appunto certe parti vera­mente piu importanti, & piu sustantiali di diuersi Principati, & nati­oni [Page] per doue passati sono, & poco trattenutiuisi. Onde per cio con questo breue trattato m'è parso di far esperienza del mio ingegno tal, quale ei si sia per riuscir nelle orecchie de gli huomini, che al gouerno delle cose grandi sono vsati, accio che dal giudicio loro prudente Io­possa essere incitato acrescer cosi fatta lettione da altri sino ad hora, che io sappia, nō tentata, ò vero raffrenato dal procedere piu oltra. Cō ­ciosia che ogni risolutione de i migliori di me iostimerô norma sicura in ogni attione, che io mi habbia da proporre per il publico gioua­mento, & per il profitto de i maggiori.

INFORMATIONE DE GLI VFFITII della corte Romana, da i quali si riconosce vnitamente il rispetto Clericale, & il Politico, & lo Iconomico ancora, Ca­gion principale per la quale da piu, & diuerse prouincie di Christianita gli huomini aspirando ad honori, & alle degnità vi concorrono; confidandosi, ô nel proprio valore della virtu, ò nel fauor della Fortuna, ô nel denaro, essendo, che l'ambitione vi si riconosce per sprone il piu acuto di qualunque altro humano Sforzo per poter riuscire à quei gradi maggiori, che quella Corte possa ne i suoi seguaci conferire.

Vffitij della Città di Roma, & di quella Corte & prima de i Monti non vacanti.

1 MOnte della Fede sopra le Doga­ne di Roma, il quale ha di fondo la valuta di scudi di moneta quat­tro cento ottanta mila. 480000

Et rende lanno scudi sette, & mezo per cēto, & sene paga per la speditione vno per cento.

2 Monte di Ancona sopra l'entrate di quella città, il quale ha di [...]ondo scudi cento mila. 100000 Et rende otto per cēto, & si paga per la spe­ditione vno per cento. 170000

3 Monte della farina sopra la macina di Ro­ma; il quale estimato di capitale scudi. 186666⅔

Et rende dieci per cēto, & si paga per la spe­ditione [Page 2] vno per cento.

4 Monte Nouēnale sopra le compagnie delle Congregationi de i Frati: & ha di Capitale scudi. 186666⅔.

Et rende otto per cento.

5 Monte Nouennale sopra la Gabella della Carne dello stato Ecclesiastico ha di Capi­tale scudi. 186666⅓.

Et rende otto per cento.

6 Monte di Perugia fondato sopra l'entrate di quella Citta, & ha di fondo circa scudi 40000

Et rende dieci per cento.

MONTI VACANTI.

7 Monte di Santo spirito di Roma sopra l'en­trate di quello spedale, & ha difondo scudi 50000 Et rende dodici per cento.

8 Monte Giulio sopra le Dogane di Roma, & ha di fondo scudi dugento mila 200000

Et rende dodici per cento.

9 Monte delle Lumiere sopra l'entrate di esse, & ha di fondo scudi cento trenta tre mila, & trecento trenta tre, & vnterzo. 133332⅓.

Et rende dodici per cento.

Vn Censo sopra la Gabella della Carne di Roma, il quale ha di Capitale 180000

Et rende dieci per cento.

DA QVI INNANZI LE ESPEDI­tioni vanno à Ducati di oro di Camera.

1 Auditorato di Camera, il quale suole valere scudi trenta mila incirca d'oro. 30000

Et rende scudi tremila l'anno, & si paga per la speditione Ducati d'oro di Camera.

10 Dieci Notarij dell' Auditor della Camera, che ha ciascun di essi la valuta di circa scudi. 5000 Et rende l'anno scudi seicento, & si paga per la speditione ducati cento d'oro di Camera.

48 Quaranta otto Notarij di Ruota, che ha cia­scun di essi di valuta scudi mille settecento, 1700 & rende scudi dugento l'anno, & si paga per la speditione ducati cento d'oro di came­ra.

3 Notarij del Vicario del Papa, & vale l'vno scudi duemila cinque cento. 2500

Et rende scudi otto cento l'anno, & si paga per l'espeditione ducati cento di Camera.

2 Notarij del Gouernatore, che vale ciascu­no. 4000

Et rende scudi seicento, & sipaga la spediti­one ducati cinquanta.

7 Prothonotarij de Participanti, che vale cia­scuno scudi tre mila. 3000

Et vale l'anno scudi trecento, & per la spedi­tione [Page 4] si paga ducati dugento.

7 Signori Clerici della Camera Apostolica, che' vale ciascuno di essi scudi venti mila. 20000

Et rende l'anno scudi mille cinquecento, & laspeditione si paga ducati 300. di Camera.

9 Noue notarij della Camera Apostolica che vale ciascuno di essi scudi quattro mila. 4000

Et rende l'anno scudi cinquecento, & si pa­ga per l'espeditione ducati di camera.

28 Venti otto segretarij Apostolici, che vale ciascuno di essi scudi sei mila cinquecento. 6500

Et rende l'anno scudi seicento, & laspedi­tione si paga ducati dugento cinquanta.

84 Ottanta quattro scrittori di Breui Apostoli­ci, & vale ciascuno di essi scudi. 650

Et rende scudi settanta l'anno, & si pagaper la espeditione ducati ottanta di Camera.

100 Cento scrittori di Bolle apostoliche, & vale ciascuno di essi mille dugento scudi. 1200

Et rende scudi cento venti, & per la spediti­one si paga ducati cēto sessanta di Camera.

60 Cubicularij apostolici, che vale ciascuno di essi scudi mille quattrocento. 1400

Et rende l'anno scudi cento sessanta, & si paga per la speditione ducati cento trenta.

140 Cento quaranta scudieri apostolici, & vale ciascuno di essi scudi settecento. 700

Et rende scudi nouanta l'anno: & per la speditione si paga ducati settanta cinque di Camera.

12 Dodici Abbreuiatori de maiori Parco, & vale ciascuno di essi scudi quattro mila cin­que cento. 4500

Et rende scudi cinque cento: & la spedition si paga ducati dugento cinquanta di Cam a.

60 Abbreuiatori de minori Parco, & vale cia­scun d'essi scudi mille. 1000

Et rende scudi cento venti, & si paga per la speditione ducati cento di Camera.

91 Scrittori di Archiuio, & vale ciascun di essi. 800

Et rende scudi cento l'anno, & si paga per la speditione ducati otto di Camera.

14 Correttori d'Archiuio: & vale ciascuno. 1300

Et rende scudi 150. & la speditione duca­ti cento.

101 Collettori del piombo, & vale ciascuno. 700

Et rende 80. & si paga per la speditione ducati settanta di Camera.

100 Cēto Giannizzeri detti sollecitatori delle Bolle, & vale ciascuno di essi scudi. 500

Et rende scudi settanta l'anno: & si paga per la speditione ducati nouāta di Camera.

612 Seicento dodici portioni, che vale ciascu­na di esse scudi cinque cento. 500

Et rende scudi sessanta l'anno: & si paga per la speditione ducati trenta di Camera.

140 Cento quaranta Presidenti, & vale ciascu­no di essi scudi sei cento venti. 620

Et rende soudi settanta l'anno: & si paga per la speditione ducati quarāta di Camera

27 Scrittori di Penitentieria, & vale ciascuno di essi mille cinque cento. 1500

Et rende scudi dugento l'anno: & si paga per la speditione ducati cento di Camera.

24 Proccuratori di Penitentieria, & vale cias­cuno di essi scudi mille cento cinquanta. 1500

Et rende scudi cento quaranta l'anno: & si paga per la speditione ducati 100 di Cam a.

200 Dugento Caualieri di san Paulo: & vale ciascuno di essi scudi mille. 1000

Et rende scudi cento venti l'anno: & la spe­ditione si paga ducati settanta di Camera.

401 Quattrocēto vno Caualieri di san Pietro, & vale ciascuno di essi scudi nouecento. 900

Et rende scudi cēto dieci l'anno: & si paga per la speditione ducati settanta di Camera

150 Cento cinquāta Caualieri di san Giorgio, & vale ciascuno di essi cinquecento. 500

Et rende scudi sessanta l'anno: & si paga per la speditione ducati quaranta di Camera.

150 Cento cinquanta Caualieri Lauretani, & [Page 7] vale ciascuno di essi scudi cinquecento. 500

Et rende scudi sessanta: & si paga per la spe­ditione ducati quaranta di Camera.

450 Quattrocento cinquāta Caualieri del Gi­glio, & vale ciascuno di essi scudi [...]00. 500

Et rende scudi sessanta: & per la speditione si paga ducati quaranta di Camera.

3 Tre Maestri del Piombo.

2 Due Correttori di Penitentieria.

1 Vn Reggente della Cancelleria. di questi vf­ffitij ci man­cano le va­lute, & le rendite.

1 Vn Custode della Cancelleria.

1 Vn Notario della Cancelleria.

1 Vn della Cancelleria.

Maestri del Registro.

Registratori della Bolle. Di questi vffitij cima­cano i nu­meri, le va­lute, & le rendite.

Cursori.

Maestri de i Cursori.

Mazzieri.

In tutto sono noue Monti, il capitale de i quali è vn milione di scudi, & cinque cento quaranta sei mila, & seicento sessanta sei scudi, & due terzi di scudi. 1546666⅓.

Vn Censo, che ha di Capitale cento ottan­ta mila scudi. 180000

3042 Tre mila quaranta due piazze certe: ol­tra di quelle, che posson nascer de i Mon­ti, [Page 8] che son piu, ô meno secondo la portione, che l'huo­mo ne voglia comprare: & portano di capitale tutte queste piazze la somma di scudi due miliona; & otto cento venti d'oro: eccettuate, ò non comprese le piazze di quelli, de i quali non si ha la valuta, nè i numeri: Et ritrouate di tempo in tempo da diuersi pontefici Roma­ni ad vtile, & per decoro di quello stato, & di quella Corte ecclesiastica. Douendosi ancora conoscere, che cosi come egli auuiene, che l'huomo, che in vita sua non conferisce ad altri il suo vffitio, ò sua piazza: quello, ò quella per natura vaca, & ne rimane in mediate lo in­tero capitale, & vsufrutto alla chiesa. Et il medesimo auuiene ancora di quelli vffitij, & piazze, che sieno pos­seduti da chi sia fatto Cardinale: Et però occorre, che diuersi, che aspirano al Cardinalato cōprano di quelle piazze piu ricche, per farsi la via à quella grandezza, potendone il Papa guadagnare al sicuro tanto, quanto si conosce, che' ne guadagna per poterle riuen­dere ad altri: non ui mancando mai sug­getti, nè denari, nè speranze.

Il fine del discorso della Corte Romana, & del suo stato.

Del Regno di Napoli. INFORMATIONE DELLE PROVIN­cie, città, & altri luoghi Titulari, & del numero delle famiglie nobili di quel regno: dalle quali dipende non solamente la riputatione apparente di quelli stati, ma ancora la potenza essistente di essi: & però insieme la sicurtà generale di quei popoli, & di quella Corona.

LA nobiltá del Regno di Napoli, la quale si ra­guna tutta oltra i Commessi delle citta dipē ­denti assolutamente dalla Corona è di tal cō ­sideratione; Che ciascuno de i nobili, che habbia il titolo di qualunque stato, che sisia, ò Signoria, ò Baronia, ò altro maggiore n'ha ancora la possessione hereditaria; in tal modo però, che le prime instanze nell'vna, & nell' altra legge, cio è ciuile, & criminale sono ne i Fori, & nelle Corti de i loro stati, & iurisditio­ni; dalle quali niente di meno tutti gli appelli, che se ne faccino vanno alle Corti Reali secondo la natura loro, della Città di Napoli, ò di quelle Residenze Reali, le quali sontante, quante appunto son le Prouincie di quel Regno; cio è secondo le carte moderne in numero sei, cominciando sul mare Adriatico lo Abruzzo; la Puglia piana; terra di Bari; terra di Otranto, & la Calabria, & verso il mare Thirreno è terra di Lauoro. Benche aluo­re [Page 10] se ne diuidono in grossi reggimenti, & gouerni, delle quali però la primà è terra di Lauoro, doue è la Real città di Napoli capo del Regno, & però residenza prin­cipale del vice Re supremo: il quale di quiui à gli altri prescriue i negotij tutti di pace, & di guerra secondo l'occasioni de i tempi: douendosi però sapere, che la prerogatiua de gli stati de i particulari nelle prime in­stāze tutte nō pregiudica in modo alcuno al fisco Reale in materie dell' offesa Maestà: perche le eause di tal na­tura in mediate si riportano alla Giustitia del Throno Reale di essa città di Napoli, la quale non solamente dipende dalla volontà del Re assente, che n'è auuisato, & vi può dare ordine; hauendo hauuto la Corona di Spagna appresso di se vn particular consiglio per le co­se d'Italia, come ella l'ha ancor particulare per l'altre Prouincie lontane tra di loro: ne i quali Consigli entra­no ancora al [...]uni huomini delle medesime Prouincie, ò al meno pratichi di esse se bene e'sieno Spagnoli: Nè dalla inclination priuata del vice Re ancora dipende, (io dico) ma da i proprij magistrati per tale intentione però dalla suprema autorità Reale ordinati: Osseruate le leggi di esso Regno (come si conuiene) secondo la natura di quelle genti, & come la necessità di con seruarsila publica quiete ricerca.

Quelli, che entrano come titulari, che e' sono nel Parlamento publico de gli stati.

Arciuescoui. num. 19

Vescoui sotto i detti Arciuescoui. num. 115

Vescoui liberi, cio è non sotto posti ad Arciue­scouo alcuno, ma alla Chiesa Romana. num. 8.

Vno Abbate libero similmente, dipendendo la sua elettione da i suffragij de i suoi proprij monaci detti di santa Maria di Tremiti.

Principi noue, & si nominano questi innanzi, num. 1. perche ancor essi precedono à tutti i titulari. num. 9.

Duchi ventidue non computati i primi geniti de i Principi, i quali dalla loro natiuità son det­ti Duchi, & hanno il titolo ancora essentiale, come parte delle heredità paterna. num. 22

Marchesi. num. 30.

Conti. num. 52

Signori. num. 15

Baroni. nu. 445.

Tutti questi entrano nel Parlamēto, tra i quali sempre si prende vn' ordine: ancor che'v'inter­uēga il Vice Re, & qualche principale vffitiale del Regno: che alcuni deputati tēgono cura di quel, che si propone, & di quello, che visitratta: & di quello che visi risolue: accio che niente vi si sia fatto in vano, ò meno prudentemente di quello, che si conuiene ad vna Real Repub­lica: & so no tutti. nu. 706.

Del numero delle Casate, ò famiglie, dette nobili della città di Napoli sotto cinque seggi scritte, & notate: douendosi sapere, che seggio non è altro, che vna quasi residēza della nobiltà, alla quale appartiene quel seggio, in­cludendouisi huomini titulari, Caualieri, & al­tri nati nobilmente: il qual seggio consiste in vna loggia honorata publica con qualche stā ­za, doue potersi ritirar chi vi ha da trattar ne­gotij: & vna Cappella, & qualche scriuaniere, ò notaro. Vsando quei nobili spesso di visitare i loro proprij seggi: & ancora piu tosto trattar tra di loro in quei luoghi, che altroue, & spe­cialmente la mattina doppo l'essercitio della Cauallerizza: eccettuati i giorni tutti festiui se­condo l'ordine della Chiesa.

Et prima sotto il seggio di Capuana son fami­glie. num. 33.

Sotto il seggio di Nido famiglie. num. 43.

Sotto il seggio di Monte famiglie. num. 19.

Sotto il seggio di Porto famiglie. num. 22.

Sotto il seggio di Porta nuoua famiglie. num. 14.

Famiglie nobili non ammesse ne i cinque seg­gi sopra detti, & pur sono Nobili. num. 77.

Numero delle famiglie nobili della città di Salerno sotto tre seggi: & si mette questo dop­po Napoli per la sua nobiltà, & perche è com­partito [Page 13] in seggi, non gli hauendo gli altri luo­ghi; benche questo Principato hoggi sia diui­so in parti, pure il nome ritiene il suo de coro, & ha sotto i suoi detti tre seggi famiglie. num. 40

In Amalfi famiglie. num. 3.

In Auersa famiglie. num. 13.

In Bari famiglie. num. 20

In Barletta famiglie. num. 7.

In Beneuento famiglie. num. 10

In Bitonto famiglie. num. 19

In Brindisi famiglie. num. 11

In Capua famiglie. num. 23

In la Caserta famiglie. num. 7.

In Castro famiglie. num. 12

In la Caua famiglie. num. 6.

In Conuersano famiglie. num. 4.

In Cosenza famiglie. num. 16.

In Grotone famiglie. num. 4.

In Gaeta famiglie. num. 15.

In Galipoli famiglie. num. 8.

In Gifanio famiglie. num. 4.

In Gragnano famiglie. num. 10

In Leccio famiglie. num. 37

In Martorano famiglie. num. 4.

In Nocera de i Saracini famiglie. num. 7.

In Nola famiglie. num. 11.

In Pozzuolo famiglie. num. 6.

In Rauello famiglie. num. 20.

In Rossano famiglie. num. 19

In san Seuerino famiglie. num. 8.

In Sessa famiglie. num. 14

In Surriento famiglie. num. 28

In Sulmona famiglie. num. 17

In Taranto famiglie. num. 8.

In Tiano famiglie. num. 7.

In Trani famiglie. num. 16

Città, castella, ville, & rocche titulari, & di Si­gnoria di tutto il Regno di Napoli sotto le so­pra scritte ꝓuincie sono mille settecento sedici nu. 1716

Et le Casate nobili di tutto il Regno sono. nu. 642

Auuertendosi però, che queste parole Casate, & fami­glie al modo Italiano si deueno intendere come con­sanguinità, ò parentado, ò consorteria. Perche' può es­sere, che in vn medesimo cognome entrino alcuna vol­ta piu padri di famiglia, & non vn solo, onde il numero grandemente se ne viene ad accrescere. Et vi sono al­cune Casate, ò famiglie simili, cio é nobili per il Regno, che nō sono incorporate, nè ammesse nel numero delle di sopra descritte terre le quali arriuano al numero di famiglie cento trenta due. num. 132.

Et è da sapere ancora, che i Re eletti, & ammessi, che sono alla heredità Reale sono obligati il di della prima loro cerimonia Reale di visitar tutti i cinque seggi di Napoli ad vno ad vno: doue egli promette alcune cose [Page 15] circa l'osseruanza delle leggi: Et da ciascun seggio ri­ceue lui la douuta diuotione, & il giuramento difedel­tà. Di tanta consequenza riescono quei seggi: ancor, che sino ad hora vna buona parte di quelle famiglie hanno cambiati heredi, & cognomi si di natione come di consanguinità, mancatine i loro antichi maschi, ò per essilij, ò per morte: donatane la possessione dalla Corona ad altri benemeriti: ò veramente per via di fe­mine heredi passati in altri nomi col mezo di mariaggi. Ma rimanendo i titoli nel loro vigore; vi si conserua pu­re ancora la medesima riputatione, che sempre vi è sta­ta: oltra, che sempre nella nobiltà del Regno rimango­no quelle dignità tutte che lo flato Reale richiede. Et ancora in quella si poseranno i carichi militari della fanteria del Regno: ma ancora della Caualle­ria tutta, & graue, & leggiera: nella quale quella gente senza dubbio alcuno è grandemente lodeuole.

Del stato del gran Daca di Thoscana.

NElla prima parte di queste breui Relationi si è parlato del fondamēto politico vgual­mente, & Iconomico dello stato Romano; materia non punto da esser disprezzata, ma conosciuta per certa, & stabil sostanza de i disegni tutti, che hauer vi si possino di peruenire da vna parti­cular conditione, & stato delle persone priuate ad vna suprema grandezza dello stato publico. Coprendouisi ogni Consiglio, che visi adopri con la dimostration del nome della religione: per il qual nome ancora da gli altri e'sono stimati assai ancor, che nel gouerno publico temporale e' vaglino non punto piu per se stessi di quel­lo, chel' oppinione, che se n'ha gli fa stimare: la quale oppinione spesso si va alterando, come si altera il sug­getto, & lo ingegno di chi comanda; percio che cam­biandosi per l'occasion di morte quasi ogni cinque, ô sei anni vn Pontifice, non pare che visia la piu sicura fer­mezza, che quella, che dipende dalla antichità de gli ordini: mediante i quali quello stato si conserua, & de i quali il piu profitteuole pare, che sia quello del quale noi habbiamo largamente fatta dimostratione.

Et nella seconda parte si è dimostro la riputation del regno di Napoli cōsister nella bene ordinata nobiltà, la qual riputatione ancor essa ha i suoi termini di politia, & d' Iconomia, fortificata appresso dal titolo Reale di quella patria: in tal modo, che mentre essa nobiltà con [Page 17] la Corona si conserua vnita, & la Corona cambieuol­mente corrisponde constabile effetto, & se ne honora, ne fanno anche riuscire vn gouerno ancor, che differen­te dal primo; stabile, & honòrato non dimeno, & pro­prio per la natura di quei popoli inclinati alla Corte­giania, & all' armi. Et però venendo alla terza parte vi si rappresenta vna maniera diuersa da quelle due di go­uerno assolutamente ciuile, per che' non è Ecclesiastico come il primo, nè curiale (dirò cosi) come il secondo; ma chiaramente fondato sopra l' industria del traffico mercantile realmente però essercitato; anchor che i Thoscani generalmente di ogni nobil professione, & di chiesa, & di Corte, & d' armi dilettarfi sieno stati sempre conosciuti; per cio che non huomini Ecclesiastici vi hanno proprio interesse, nè i militari vi hanno licentio­so imperio: ma tale è il gouerno ordinato, che reggen­dosi col temperamento di diuersi magistrati secondo la natura delle cose, che ad ogni accidente presto può tro­uar riparo. Et hauendo sopra tutto la mira ad operare in tal modo, che nè il publico, nè il priuato s'habbia da dolere, il che in nessuno altro modo conseguir non vi si può, se non con lo stimolo dell' honore, & con il timor della vergogna: concio sia che i Magistrati, che per i tempi prefissi si danno, ò per sorte si traggono son tutti vgualmente sotto posti alla Censura; essendo ancora questo al modo de i Romani migliori vn magistrato di huomini scelti, propriamente detti sindici, come sindi­cato [Page 18] fi dice il giudicio di essi nel riueder gli errori di qualunque haurà finito ogni magistrato che si sia, tanto fuori della città di Fiorenza, quanto in essa essercitato. Dalla qual cosa auuiene, che ancor che' non paia, che al principe stesso non rimanga cura alcuna graue d'intor­no al publico gouerno: à lui non di meno, il quale pur soprauuede ad ogni attion publica, siricorre per gratia se l'equità lo comporta: & se alcuna cosa pure auuiene tal volta, che nella stessa essecutione de' i giuditij hab­bia bisogno di sommaria speditione (dolce conforto de i poueri popoli, & de i forestieri, ò per nuoua cōside­ratione da aggiugnersi alla dispositione ordinaria delle leggi, all' hora ad esso Principe si ricorre. Percio che nō ad ogni errore, che preueder si possa, ò che di gia fatto si sia la legge scritta mostrar può il remedio, ò la pena di quello: ma la viua legge vscita dalla bocca d'vn buo­no, & prudente Principe bisogna, che suplisca: Et siri­conosce per remedio vtilissimo, conoscendosi per il cō ­trario, che da gli studij delle leggi di gia anticamente consincera intentione ordinate ne riescono gli huomi­ni professori di esse alcuna volta nutritori delle discor­die humane col mezo de i litigij sino all' vltima rouina delle genti. Ha bene, & totalmente il Principe riseruato à se stesso il gouerno dello stato tanto in pace, quanto per la guerra: hauendo per cio à sua elettione ordina­tosi vn Consiglio priuato, ò segreto, cio è non comune à gli altri magistrati di huomini singulari: dal quale na­sce, [Page 19] & insieme seco ogni ordine, che tener si deue cir­ca la disposition delle amicitie, delle paci, delle tregue, & de i loro contrarij tra lui, & gli altri principi, ò vicini, ò lontani, che' sisieno. Aggiugnendouisi, che la disposi­tion de gli ordini militari di terra, & di mare, à i quali egli interamente comanda: & del Thesoro: & delle fortezze assolutamente da lui dipende. Ondè ne riesce, che con le infrascritte buone parti ciuili egliè vn Prin­cipato cosi ben fornito nella pace per il mantenimento di essa, che niente piu si gli può desiderare ancora per ogni occasion di sospetto di violenza di guerra: non mancando di proprij soldati, nè de i necessarij ordini per non si mostrar punto minor di quello, che si gli può dar di riputatione per i titoli suoi, & per le conse­quenze loro da diuersi altri desiderate mentre, che da lui assolutamente son possedute.

INFORMATIONE DI TVT­TI GLI VFFICII, ET MAGISTRATI piu riguardeuoli, & de i Consolati delle arti della Città di Fiorenza, da i quali dipende tutto il gouerno ciuile di quella città, & del suo Dominio; non includendo qui le Rettorie fuori di essa, nè le città, ne i Vicariati, nè le Castella pure in mediate soggette al dominio Fiorē ­tino, sino dal tempo della Republica, doue van­no sempre in vfficio Cittadini Fiorentini, ò per propria gratia del Gran Duca, ò tratti dalle borse ciuili come la fortuna concede. Et prima Discorso

SOpra tal materia necessario per la intelli­genza di quanto si riferisce, circa la quale si deue conoscer, che la cittadinanza di quel­la città è cosi ordinata, che tutti i Cittadini statuali; cio è, che sono habili per l' età, & per altre con­uenienze ad hauer magistrato ne son diuisi i loro nomi in due classi, ò vero ordini: vno dei quali ordini è ripie­no di huomini conosciuti non solamente per la chia­rezza dei loro genitori, ma per la qualità delle persone loro ancora maggiormēte: & si trouano questi nomi in vna borsa, la quale si può dire per tai respetti la mag­giore non per il numero de i nomi, ma per la qualità lo­ro. [Page 21] L'altro ordine quasi sempre auuerra, che' sara piu copioso d'huomini, ma non di quella sorte; ancor che anche essi ciuili & vtili sieno, ma non di quella conse­quenza, che i primi; & però si dirà questo ordine esser della minore. Hora perche gli vffitij, & i magistrati sono differenti di riputatione gli vni da gli altri quando e' si traggono i nuoui vffitiali secondo la qualità dell' vffitio che si ha da prouedere si cauano, ò della maggiore, ò della minore, come la natura dell' vffitio richiede, tanto per le Rettorie di fuori della Città, che dentro di quel­la. Ma perche' sono alcuni vffitij, i quali sono di bassa conditione quanto alla loro vocatione; ma hanno non di meno bisogno di effer sostentati con la riputation delli huomini, che gouernano: & perô vi si è ordinato, che vna parte de' i nomi della borsa maggiore entrano ancora nella minore, d'onde essendo tratti, non posso­no quei, che n'escono con quella sorte rifiutare alcuni magistrati non defiderati da loro. Oltra dicio della bor­sa maggiore si scriuono ancora à parte i nomi di qua­ranta otto principalissimi (rimanendoui tutta via den­tro le loro polizze) i quali fanno si può dire vn altra borsa; ma però questi nō per estrattione di quella picco la borsa ottengono i magistrati quanto per la risolution del Principe; & il far ciò si dice dare à mano, perche il Principe lo dà di propria scienza, & di proprio arbitrio suo senza che la fortuna vi s'ingerisca: ma e' posson ben goder l'ordinario vantaggio di potere ancora essere [Page 22] estratti della lor borsa ordinaria benche à nessuno è cō ­ceduto di hauer due piazze d'vfficio. Et auuiene, che sempre ne i principali vffitij entrerrà qualch'uno de i quaranta otto, come ancora al gouerno delle Città de principali di tal sorte ne saranno mandati; come che an­cora nella medesima sorte di riceuere à mano vn' vffi­tio, entrino qualche volta degli altri riputati Cittadini di molto honore, & di graue prudenza: ancor, che' non sieno de i quarant'otto, pur che' sieno della maggiore, ma di tal credito son questi quarant'otto, che in effetto ragunati per gli affari publichi straordinariamente rap­presentano l'vniuersale di tutta la Città, & propriamē ­te son detti senatori: la quale honoranza perche è de­gnstà, & non magistrato si da in vita durante. Hora egli è nato gia piu età sono, che questi due nomi maggiore & minore hanno data occasione di farsi distintione, ò andar (diciamo noi) per la maggiore, ò andar per la minore: rimostrandosi cosi modestamente piu la nobil­tà d'vna parte, che dell'altra. La qual distintione si caua tra quella Cittadinanza dal nome, & dall' effetto di quell' arte, che si essercita, ò che si fa essercitar, ò che i progenitori hanno prima essercitata, ò trattata. Et que­sto tanto era necessario di auuertire, accio che nella e­stimation, che si deue fare delle persone non s'habbia l'huomo à fondar sopra l'apparenza sola: ma à far consi­deration della qualità, & della origine essistente altrui: il che si comprenderà chiaramente da i costumi quasi [Page 23] simili à gli alberi, i quali se' saranno di buona sorte, & habbino hauuta buona radice, & ben piantata, & dili­gentemente coltiuata, produrranno ancora ottimi frut­ti senza punto tralignare nè imbastardirsi per vento al­cuno di fortuna contraria.

NOMI DE GLI VFFICII, ET DE i Magistrati, & i loro titoli, & de i loro pro­prij ordinarij negotij.

I molto magnifici, & chiarissimi signori Luogote­nente, & Consiglieri della Republica Fiorentina.

Et questi son cinque in tutto in luogo del Gonfalo­niere, & de i Signori del vecchio gouerno; ma non si trauagliano questi di cose di stato, come faceuano i Si­gnori ne i tempi passati; ancor che il Principe di poi. sia sempre stato intitulato Duca della Republica Fiorē ­tina innanzi, ch'ei s'acquistasse con l'opere sue lo attri­buto maggior di Gran Duca di Thoscana.

I Magnifici, & venerabili Collegi.

Questi tral' altre cure hanno quella di considerar l'e­tà de i giouani cittadini per ammetterli nelle borse; & se alcuno hauesse perduta l'imborsatione per negligen­za propria, ò di suo padre, ò ch'ei fusse nato fuori del Dominio: bisogna, che innanzi di questi si proui, che l'imborsation se gli conuiene: & quando prouar non si può cosi facilmente se l' hauesse perduta il padre, & l'a­uolo, all'hora il Principe ne suol far gratia piacendole.

Gli spettabili Proccuratori di Palazzo.

Questi si trauagliano circa gli affari dimestici di quel­lo, & quando alcun Magistrato visi raguna per caso al­cuno.

I Signori Capitani di Parte Guelfa.

Vfficio gia di gran riputatione, & quasi concor­rente con la signoria; ma hora non si trauaglia se non di cose ciuili.

I Signori Conseruadori del Dominio Fiorentino.

Et questi attendono alla conseruation delle leggi, & circa quelle si trauagliano: perche le non sono vguali circa i modi del trattarle: ma secondo la natura de i po­poli à i quali si comanda, non essendo suggetti tutti in vn medesimo modo.

I Signori Otto di Guardia, & di Balia, cio è di pote­re assoluto.

Si trauagliano questi delle cose tutte criminali sino alla morte inclusiuè, vsando ogni tormento per ritrouar la verità delle cose, procedendo però con la diligenza proportionata alla causa.

I Signori Otto di Pratica.

Questo vfficio risguarda tutte quelle cose, che di­pendono da gli errori altrui militari, & delle occorren­ze della militia tengon cura, però ha questo vfficio piu negotij assai nel tempo di guerra.

I Signori vfficiali di Monte, & questi son creati in­uita.

Hanno cura de i Dipositi delle Vedoue, de i pupilli, & di altri particulari, de i quali ve ne son gran numero: & sono di due sorti, cio è di sette, & di cinque per cento, & proprio capitale di quel popolo non essendo sugget­to ad alcuno aggrauio. Et di altri negotij, che riguarda­no per il piu il denaro ancora essi si trauagliano.

I Signori Conseruadori di legge nella Città, & di quella s'ingeriscono nelle differenze, che occorrono accio, che non si proceda per la Corte della legge ciui­le con piu lunghezza, & spesa.

I Signori Conseruadori dello Archiuio: cio è del luo­go doue si tengono con diligente guardia i libri delle scritture tutte publiche: & quelle de i particulari anco­ra, che concernino crediti, & debiti col publico: luogo corrispondente à gli vffitiali di monte.

I Signori Sei della Mercatantia.

Si trauagliano questi principalmente nelle differen­ze mercantili dandosi le sentenze secondo la loro co­noscenza: & in caso di appello d'vna delle parti si con­cede il Ricorso: il che non vuol dir altro, che vno ac­cesso, ò giunta di vn certo numero di piu; i quali tutti rînchiudendosi vn giorno doppo desinare: perche' de sinano sul luogo: non ne possono vscire, se non con la lite giudicata, & spedita: & auuiene, che tal volta da al­tre Città d'Italia vi sono rimesse delle cause difficili, tale è il nome della sincera, & prudente Giustitia di quel magistrato. Et hanno questi autorità graue sopra i casi [Page 26] straordinarij, come sono partite salse ne i libri mercan­tili: fallimenti proccurati malitiosamente, & altre co­se simili, per la conseruation del credito non solo della nation tutta, ma di ogni particular di quella.

I Signori Maestri di Dogana, à i quali si riferiscono tutte le Dogane, & i Dazzieri non solamente della cit­tà ma an che del Dominio.

I Maestri del Sale vfficio di grande importanza, es­sendo il piu viuo vtile che habbia la Christianità; ma non bene da ogni politico conosciuto.

Hanno questi cura di tutto il magistero del sale, & del come se ne possa cauare il piu lecito, & il piu vtil profitto.

I Signori Vfficiali delle Decime, cio è sopra tutti gli stabili di qualunque sorte, & di qualunque perso­na, che' si sieno; perche le grauezze non son poste so­pra le persone, ma sopra i beni, & siano di chi esser si vo­glino.

I Signori Vffitiali de i Pupilli.

Questi non solamente riceuono le cause loro pro­poste, ma le cercano, & tengono cura, che à i pupilli non sia fatto torto, facendone hauer particular guardia secondo la lor conditione: Et alcuna volta ancora ab­bracciando le cause delle Vedoue honeste, & di rispet­to. Et se qualche persona ciuilmente nata però, ma per mancamento d'ingegno non punto atta à gouernarse stessa à questo vfficio può esser raccommandata.

I Signori Vfficiali della grascia.

Questi soprauueggono le vettouaglie: pongon loro i preg i, & non le lascian vender se le non sian buo­ne: & gastigan subito chi contraffa à gli ordini prescrit­ti: & non lasciano. che si faccino appalti, nè vogliono se non che ogni huomo sia libero di comprar douegli piace, non potendo comprare gli appaltatori, ò Endi­caioli per riuendere, se non quando il popolo tutto si possa esser prouueduto: cio è di poi mezo giorno: per che l'esperiēza ha fatto conoscere, che tali, che cōprano per incetta sono i nutritori della carestia: & sopra tutto gastigano seueramente chi erra nelle misure & ne i pesi.

I Signori Maestri di Zecca. In questi è posto tutto il carico di soprauueder le leghe, i pesi, & le fatture delle monete tutte: Et che' non sia nessuno ardito di con­traffarle, nè di portar ne delle forestiere se le sien vie­tate: ò vero di considerarle, & di valutarle il giusto, es­sendo essi essecutori secondo le leggi delle pene con­tra de i rei in tal caso ordinate.

I Signori Capitani d'horto san Michele.

Questi hanno i loro negotij per cagion delle lane, vsandosi di lauorar la lana Spagnola, & vendersi i panni di quelli in vna contrada della Città detta il Garbo. Et la Francese, ò Francesca (come' dicono) cio è d'In­ghilterra: perche sotto il nome di Francese la passa per tutta l'Italia: in vn' altra contrada detta san Martino si lauora, & se ne vendono i panni, sotto certe pene assai [Page 28] graui non si osseruando la legge: perche' non vogliono, che chi compra sia ingannato circa la spetie de i panni. Et le lane del paese sono spedite, & i panni di esse la­uorati in ogni altro luogo della Città, & venduti sono fuori di quei due sotto le loro pene per molto fini, che' si fussero.

I Signori Vfficiali della Honestà.

Questo vfficio non si puo rifiutare, & sial' huomo, che ne sia tratto della borsa pur grande quanto si vo­glia. Hanno questi la cura che per cagion di Donne nō honeste non seguitino disordini, nè publichi, ne priuati; & ancora non sofferiscono, che'sia ad esse fatto torto. Hanno auuertenza, che l'habitino ne i luoghi per esse diputati, che sono strade & vie particulari, & diuise dal­le altre doue habita il popolo ciuile. Et soprauueggo­no questi Vffitiali, che le vestino in tal modo, che' le siano conosciute dall'altre. Et sono ancora considerate in tal modo, che tutte quelle, che sono scritte nello vf­ficio per tal vita, & costumi, sieno obligate tutta la setti­mana santa à tenersi sequestrate, & serrate in casa senza pratica di huomini. Et che pur nella Quadragesima le debbino andare il giorno, che si dice della Maddalena al sermone in alcune chiese, che son loro prescritte se­condo l'Eccellenza, & dottrina de i Predicatori. Et se egli auuiene, che alcuna di loro si penta de i suoi errori (il che di qualch'una senza dubbio ogni anno pure au­uiene) ella sarà rimenata dalla Chiesa à casa, nō sua gia, [Page 29] ma di Donne di grauità venerabile, & non solamente honestissime sempre state, ma ancora di honorato ri­spetto per altre loro qualità: Et vi sarà tenuta circa vna settimana, ne i quali giorni ella persuasa, ò si dispone à maritarsi, ô à volere esser monaca. Se à maritarsi gli ê trouato qualche huomo honesto, non le mancando do­te da i particulari, se per sorte la fusse pouera. Et se ad esser Monaca vi è vn Monasterio publico per quella ca­gione; & all'hora ella proueduto hauendo alle cose sue abbandona la vecchia biasimeuol compagnia, & è can­cellata dal libro dell' vfficio: Et le Donne, che di tal cosa si saranno trauagliate molto ancora ne riusciranno lo date per la loro commiseratione veramente Christia­na. Ma rimanendosi doppo il sermone, & quei pochi giorni l'ostinata peccatrice nella solita sua inclinatione, & vita ella n'è lasciata andare; ma se le ha ben cura circa i suoi errori futuri, per che la sarà tenuta piu scandalosa, che l'altre, & però s'haurà ella piu da guardar dal gasti­go. Concedendosi tali' donne per ouuiare alla libidine de gli huomini, & al dishonor delle honeste tal volta congiunta; & in somma per ouuiare à gli homicidij, & à gli scandali, che n'auuerrebbero pur troppi del gittar via le creature occultamente nati, ò d'impedir loro il nascere; benche per riparare à tali vltimi inconuenien­ti vi sia vno spedale che ne riceue, & nutrisce d' essi gran numero, che l'un tempo per l'altro sino à due mila ani­me vi se ne trouano d'ogni sesso con tale ordine Icono­mico, [Page 30] che' merita à parte di hauerne ehiarezza, & since­ra descrittione. Ma e' non è da lasciare in dietro, che s'egli auuiene, che vna di quelle donne meretrici pub­liche vedrà passare qualche giustitia di huomo conden­nato alla morte, pur che' non fia per crimine della lesa Maestà del Principe, ò per tradimento ancor particu­lare, & che essa lo dimandi per marito, non hauendo egli moglie, lui sarà libero, ma che tra di loro segua il mariaggio; ma cio si concede ancora in alcune altre parti de i Christiani, & la cosa procede cosi, che s'ella nel passar di quella turba, che conduce armata mano colui alla morte si spinge tra di loro, & ritiene il pouero prigione con queste cosi fatte parole. N. Amico se tu ti contenti di maritarmi io son qui per la tua salute, al che s'ei risponde di si, egli è ricondotto alla prigione, ma non legato: doue il Magistrato l'assolue della passata condennagione in virtù di quella prerogatiua.

I Signori Vffitiali delle farine.

Questi hanno cura, che le non manchino sul merca­to, & che le sieno sincere, & non falsificate, & che le mi­sure, & i pesi sieno giusti, & in proportion corrispodēti tra di loro: & che' si mantenghino i pregi del magistra­to dichiarati, come ancora de i frumenti osseruar biso­gna.

I Signori sopra le'Stinche.

L'obligo di questi è, che le prigioni, che sono in quel luogo, le quali son pur molte, sieno bene osseruate, & [Page 31] consegnate secondo gli ordini, che escono da gli vffitia­li maggiori, ò dal Principe quando vi si mandano i pri­gioni: & sono queste per alcuni à tempo, & per altri in vita secondo la natura de gli errori, & ancora per debi­to, come si dirà piu chiaro. Et è da conoscere, che cosi come tra tutte le prigioni ve ne sono alcune di molta strettezza: cosi ve n'è vna la quale consiste di quattro stanze assai capaci, due terrene, & due di sopra, matra di loro libere, le quali anche hanno corte, & giardino: & si dice questa il Mal leuato. Doue fi mettono gentil­huomini ma non per cose graui: ma bisogna dar sicurtà doppia di due voci di non se ne fuggire, l'vna per il di, l'altra per la notte.

I buoni huomini delle stinche.

Questo vfficio è di commiseratione, & non è citta­dino, che non si vergognasse di rifiutarlo: in modo, che' proueggono, che i prigioni i quali vi sieno per debito sieno essaminati, & trouando il debito graue, & non satto con inganno, ò con l'occasion di hauer tenuta vna vita vitiosa: & la impossibilità del pagarlo, & spetialmē ­te se il prigione haurà figliuoli, cercano di comporre il pagamento: & se il creditor non si vuole accordare all' honesto, in capo di tre volte, che lui sia citato, & non risponda, nè accordi, egli come contumace è conden­nato di portar ogni mattina all' hora della messa nella Corte, è nel mezo di tutte le prigioni grandi assai, & innanzi ad vno altare, che vi è, & sopra vna pietra alta [Page 32] circa due braccia da terra per quel proposito soldi cin­que di quella moneta, che son denari due, & mezo di starlini, & con parole alte chiamare il suo debitore, & dire. N. Ecco qui i denari per il tuo viuer d'hoggi. Et è da sapere, che chiunque sisia il creditore bisogna, ch'e­gli porti, & non gli mandi; & perche quell'hora è sempre libera à i poueri prigioni, tutte le carceri, che son molte per vn' hora, & mezzo son aperte: ma le por­te, che vanno fuori son serrate; onde quello sgratiato creditore è tanto stratiato da i prigioni tutti, che s'ei sa­rà sauio non vi tornera piu di tre volte: & mancando di venir vi per tre mattine, il prigione sarà licentiato per vn certo tempo senza poter esser molestato in altro luo­go per quella cagione. Oltra di questo hanno questi buoni huomini vn'altra cura cio è, che le dimande de i creditori sieno state giuste nelle attioni, perche se le fal­lissero d'vn denaro, il creditor deue rifare il debitore di ogni spesa passata, & bisogna ricominciar da capo la li­te non si accordando. Et cio si fa per ouuiare alla spesa superflua, & perche il debitor piu facilmente troui si­curtà. Et è proueduto, che quei prigioni, che per la po­uertà non si posson nutrire, viuino di limosine, che non mancano: delle quali vi si fa vn' ordinario per essi. Et perche chi legge non si marauigli, che questo Magi­strato si scopra tanto à fauore de i debitori è da saper, che cio si fa per due cause. L'una per sostentamento di tutti quelli, che sono vtili alle arti, & spetialmente della [Page 33] lana, & della seta. Et l'altra è, che per ciò tali huomini non trouano tanto credito, il che gioua allo vniuersale.

I Signori Sindici del giuditio della Giustitia.

Questi riguardano come Censori l'opere non ben passate di tutti gli vffitij, & magistrati, come s'è dimostro di sopra; hauendo alcuni giorni deputati per cio fare, ne i quali chi ha finito l'vfficio, ò dentro, ò fuor della Città (come si dice) bisogna, che stia à Sindicato per rispondere à quelle cose, che gli saranno opposte.

I Signori Vfficiali del Monte della Pieta.

Questi riguardano la necessità del pouero popolo: perche in due luoghi della Città, l'vn da vna parte, & l'altro dall'altra del fiume Arno, che passa per essa, han­no vn luogo, ò casa, & residenza in sieme, & guarda­robba, doue si presta dall'vfficio à i poueri, & à i medio­cri sopra i pegni di qualunque sorte di mobili, denari del publico: Et vi si odono le dimande loro, & vi si con­seruano le cose impegnate secondo la lor conditione. I quali denari debbeno esser meno circa il terzo della via­luta del pegno, perche ogni certi tanti mesi, ò bisogna ricuperarlo, ò vero ricondurlo, ò riconoscerlo, & fare vna nuoua biglia: Et in caso, che dal tempo del ricon­durlo passi vn certo numero di giorni circa trenta, tutti quei pegni di tal sorte ricaduti son vēduti publicamēte allo ineanto; quasi ad hastam; Et tenendosi conto del ritratto, se ne fa creditore il pegno: accio che tornan­do il padrone per preualersene possariceuer tutto quel [Page 34] che soprauanza al capitale, & allo interesse decorso, & alle spese fatte nel vendere. Et questi denari al fisco stanno an. 7. per cento; i quali sette per cento seruono all'vfficio per pagare il magistrato, & gli huomini di­uersi, che vi sono della sorte del popolo per gouernare i pegni perche' non patischino, & sieno di qual sorte si voglino. Ma' non vi si presta sopra le gioie, nè sopra or­ure, ò platta senza sicurtà del valor loro, & che le sieno bene impegnate, & senza fraude per ouuiare alle rub­berie dimestiche, & d'altra sorte: apparendo per tale ordine, che il tutto è stato trouato per giouamento ge­nerale, & non per occasion particulare, ò vero per ca­gion di vsura, come in diuerse altre Città s'vsa di presta­re à grosso guadagno per cento, tanto è scorsa la fame dell'oro ne i petti de i mortali.

I Signori Vfficiali della Sanità.

A questi s'appartiene di vedere i difetti, & à proue­der vi delle malattie contagiose non solamente per la Città, ma per il Dominio tutto (hauendoui per l'altre malattie secondo le sorti loro spedali diuersi) & in tal modo vi attendono, che nel tempo risolutamente vr­gente hanno grande autorità di gastigar sino alla mor­te chi contraffacesse à loro ordini: ma con tal conside­ratione, che cosicome i ricchi possono a [...]utarsi co i de­nari proprij, & non praticando tra la gente se'siano in­fettati: cosi i poueri son soccorsi dal fisco ogni giorno, ò vero da vno spedale grande assai per ogni gran numero [Page 35] de i piu poueri: Oltra che per gli vni, & per gli altri, che infettati sieno hanno fisici, & ceroici comuni per quella malattia, & preti, & huòmini à parte per portare i ma­lati allo spedale, & i morti alla chiesa: & per cio detti propriamente Beccamorti. Essendo vietato à ciascuno altro il trauagliarsene: oltra che' non si fa lecito, che gli habitatori d'vna Terra infettata possin peregrinare nelle parti sane, essendo cio seueramente diffeso: Pro­ueduto non di meno, che per cio non si caschi in luogo nessuno nello inconueniente della fame per il manca­mento delle arti non essercitate, mancando per la infet­tione il commertio.

I Signori Vfficiali dell'abbondanza.

L'vfficio di questi è di considerare ogni anno, & pre­ueder la stagion, che corre delle sorti piu importanti delle vettouaglie: come sono frumenti, biade d'ogni sorte, legumi, olij, & vini, & farne la necessaria proui­sione per mare, & per terra: come ancora di risi, di mi­gli, & d'altre, le quali proueduti son fatte pagare al po­polo, che comprar ne volesse per la rata del capitale, & delle spese, che vi son corse senza piu: perche il comu­ne non cerca di auanzare, ma di conseruare i popoli. Et però di quelle delle quali s'ha da far la prouisione, ò sia però fatta si vieta al tutto la estrattione, & il portar­ne fuori del Dominio: prouedēdouisi con ogni rigoro­so rimedio: come ancora per tal tempo si ricerca per loro ordine tutti frumenti, & biade, che sono in essere: [Page 36] & di quelle lasciandone à i padroni il loro bisogno gli sforzano à mettere l'auanzo ne i mercati in vendita, ac­cio che l' auaritia di pochi non souuerta per la fame vn popolo intero con lo spirito d'vna infame crudeltà.

I Signori Operarij, ò vero vfficiali dell'opera, & fa­brica di santa Maria del siore.

Questi hanno d'hauer cura di questa chiesa, la quale è la Cathedrale della Città, grandissima, crostata tutta di marmi bianchi, neri, & rossi, & di gran consideratio­ne: Et ha questo vfficio, oltra la carica di mātener quel­lo edificio, di fare ancora, che'sia la chiesa bene, & ho­noratamente seruita: dal quale vfficio quaranta Cano­nici, & sessanta cappellani, & altri huomini di minor conto tutti, & altri vfficiali, & clerici giouani riceuono denari ogni mese per i loro emolumenti quotidiani se­condo, & in proportion de i loro seruitij: hauendo tra di essi chi ne tien conto giusto, accio che' sien consciuti gli infingardi da i diligenti. Gli vfficiali della Torre so­no soprauisori di quello, che manca, ò che va in rouina delle fabriche publiche, & delle strade tutte, le quali son della giuridition particular del Principe, & de i fiu­ni, & de i ponti loro, & altte tali considerationi, accio che la citta sia sempre purgata, & sicura da ogni incom­modita & quanto si può conservata sana.

I Signori buoni huomini di san Martino.

Questo è vno vfficio assolutamente fondato sopra la commiseratione de i poueri cittadini honesti, i quali nō [Page 37] sono discoperti, nè conosciuti dal publico; ritrouato dal lo Arciuescono Antonino à benefitio della sua patria: dalla charità del quale vffitio meglio di seicento fami­glie pouere ma di honore son conseruate. Et l'ordine è, che chiunque ne sia per il tempo eletto deue giurar di non manifestare i nomi di quei, che son notati in vn libro, che per cio vi si tiene: & essi vfficiali sempre son eletti de i piu ricchi, & de i piu honorati: perche nel corpo dello vfficio non sono bene stabili di nessuna sor­te, nè posson tenerne: ma dipende tutto il mobile, che hanno dalla cortesia de gli vfficiali predetti tempo per tempo: & con verità chiamati buoni huomini: & dalle limosine de gli altri, che sien fatte, ò inuita, ò per morte. Et hanno questo ordine, che hauuta informatione della calamità di alcun Cittadino, & della grauezza della sua famiglia, & dell' honestà della sua casa, egli è visitato in tempo, & hore straordinarie ogni settimana, ò ogni mese, secondo la qualità delle cose, che si gli proueg­gono per cio: come sono farina, olio, fuoco, & denari in proportion del bisogno: aggiugnendoui, che'non mancherà loro anche da vestire, & ciuilmente secondo il grado, ò condition loro: per cio che di queste cose ancora e' sono con ogni discreta consideration proue­duti. Et perche è vfficio, che risguarda tanto il seruitio di Dio, & il publico honore, diuersi de i piu considerati gentil' huomini ancora, & di buona mente, trouandosi ricchi ne riescono ancora protettori: Oltra che Cosimo [Page 38] de i Medici primo Gran Duca di Thoscana volse en­trarui vna volta, nè mai poi non ne volse vseire, rima­nendo sempre vno del numero, non senza metterui o­gni anno buona portion di denari per souuention della pouera Cittadinanza: Vfficio senza dubbio non meno di honor singulare, che vfficiosa pietà composto, & an­tichissimo di quella Republica; nè sino ad hora con es­sempio di alcuna nobil città conosciuto se nō con quel­lo della nobilissima Città di Venetia, vsata anch' ella di conseruar la sua nobiltà, la sua cittadinanza, & il suo po­polo con tal temperamento di charità, & d' honore, che di religione, & di politia nulla piu desiderar se le puote.

I Signori Commessarij delle Bande.

Questi alcuna volta sono stati due. Vno dalla parte di sopra della città, & l'altro dalla parte di sotto: abbrac­ciādo cosi tutto il Dominio, & alcuna volta vn solo Cō ­messario ha essercitato l'vfficio; dal qual Magistrato per se stesso di gran riputatione, & gouernato sempre da huomini scelti, che della guerra come della ciuilità so­no esperti nascono i giudicij tutri (se non sieno graui cri­mini) de i soldati. Et perche questo è vn particular pro­posito degno di molta consideratione, vi è ancora vn li­bretto succintamente scritto, & stampato per instruttio­ne de i soldati tutti, & de i loro vffitiali, doue essi posso­no essere auuertiti de i loro profitti certi, & de i vātaggi operando bene; & del'gastigo, & della vergogna male vsando la loro prerogatiua: la quale non è manco ho­noreuole [Page 39] à se medesimi, che sicura per la fermezza del­lo stato. Comprendendosi sotto l'ordinanza di dette Bande circa quaranta cinque mila fanti descritti, & sot­to le insegne di continouo, mentre che nelle case loro e'fi rimangono, senza aggrauio del Principe, ò del pae­se: & alcuni caualli quanto il bisogno ricerca per diffe­sa della patria, come in esso libretto se ne mostra l'or­dine, & la ragione assai largamente.

De i Consolati dell'arti.

L'Arti dette principali son sette, & però sette anco­ra sono i loro Consoli, cio è quello dell' arte della lana. Quello dell'arte della seta. Quello dell'arte de i Mer­catanti. Quello dell'arte del cambio. Quello dell'arte de gli spetiali, & in questa si comprendono tutti quelli, che vendono drogherie, ò semplici, ò cōposte. Quello dell'arte de i fabricanti, intendendosi quanto appar­tiene al complimento dell'Architettura; Et quello dell' arte de i Vaiai, cio è delle pelletterie, vsate nelle vesti nei mezi tempi, come per il piu si vsano à Venetia di due colori cio è, bianche, & bigie; le quali ancora sono ornamento de i baueri delle vesti de i dottori: il quale vfsicio comprende ancora le pelli d'ogni sorte da vsarsi ne i vestimenti. Et ciascuno di questi Consoli ha d' ha­uer la cura sopra quel corpo di arte: durante il tempo del suo vfficio: al quale egli è preposto, auertendo che trai lauoranti, & i maestri, & altri interessati si faccia il douere: & che le mercantie sieno buone, & vtili, & che [Page 42] non vi segua danno, nè dishonore: accio che gli errori ciuili non si conuertino in peccati criminali. Di poi an­cora tutte l'alrre arti degne di corpo son regolate, ma senza consolato, nel medesimo modo, lasciandosi à parte diuersi altri vfficij per esser molto inferiori: Et per fuggir la prolissità superflua, benche' sieno necessarij v­gualmente al ben viuere d'ogni bene ordinato Princi­pato tra i Christiani tutti.

Dell' vfficio del Proconsolato.

Ma il Proconsolo sopra tutti i notarij si richiede, che' sia sempre, vno de i piu vecchi notarij, ò piu presto di quelli, che dal notariato sarà riuscito proccuratore, ò a­uocato delle càuse ciuili, & si cambia anch' esso per i tē ­pi: & ha d'hauer cura, che tutti i Notarij di Fiorenza portino ad incamerare nello vfficio ogni anno ad vn di­terminato tempo il loro Protocolli, ò vero Registri di tutti gli strumenti di qualunque sorte si sieno, ò di qua­lunque nome passati, che haueranno fatti tra le parti in quello anno; tenutane la copia senza fraude alcuna ad ogni piacer de i posteri de verbo ad verbum con i nomi de i testimonij interuenutiui. I quali Protocolli poi pos­sino seruire in ogni tempo per l'età de gli huomini à quei che verranno per leuarne la copia per ouuiare à i litigij fantastichi, ò non leciti: & alle querele trai popo­li: essendo per tutto il dominio vn tale ordine cosi ne­cessaria cosa non solamente vtile al generale, ma che della quale al fisco ne peruiene honesto emolumento che [Page 43] con commodità del popolo tutto (come in altro pro­posito si è dimostro.) Ordine antichissimo ritrouato per lo interesse della Giustitia, & degno d'ogni gran Princi­pato, come anche profitteuole. Ma perche egli auuiene che spesso questo vfficio cade in qualche huomo, che non è assolutamente Fiorentino, ma del Dominio, ò se Fiorentino, non statuale: per che l' essercitio legale vi è comune amoreuolmente à tutti i suggetti: ancor che' bisogna, che'sia di buona fama sempre ad ogni modo stato: Et però si è messo in vltimo, benche tra i primi molto necessario conosciuto sia.

Vi è poi la Ruota di legge ciuile, la quale non ab­braccia se non cause di ciuili differenze, che per la piu parte comprendono beni stabili: & hanno i loro termi­ni per la spedition di esse assai decisi. Sono in numero sette, & forestieri tutti nati fuori del Dominio: & son condotti per tal tempo, che doppo, che ciascuno di lo­ro sarà stato sei mesi potestà, haueranno ancor finita la loro condotta. Non possono questi riceuere presenti, ò doni da alcuno, se non i loro dritti (saluo però cose leggieri come frutte) & altre delle simili. Et però in­cambio di cio son proueduti oltra il loro stipendij ho­norati, & vtili due volte l'anno di alcuni doni dal pub­lico cio è per santo Giouābatista, & per Natale: & hāno in vn palazzo particulare ciascun di loro l'habitatione buona, & honorata assai, con la residenza publica con­decente all'honor della Città, & al grado del loro Ma­gistrato: [Page 42] per cio che ancora quando è vanno insieme fuori, al Potestà sempre vien portàta la spada alta innāzi in dimostration del suo potere nelle cose di Giustitia.

Hora tutti questi Magistrati di sopra racconti di qua­lunque forte e'si sieno secondo l'occasione possono mā ­dare in prigione chi l'haurà meritato; ma per lo piu le querele si traportano (se di qualche peso le sono) à i Signori otto di Guardia, & di Balia, & spetialmente se' vi sia qualche ombra di criminalità. Et risoluendosi tut­te le cause in tal modo, che le prigioni per le criminali ordinariamente sono nella custodia del capitano della Giustitia detto vulgamēte Bargello vsque ad mortem, ò vero sino ad vn confino, ò sino alla giustification de i prigioni. Et le carceri per le ciuili, ò al meno non del tutto Criminali, ma miste sono nelle Stinche; benche alcune per debiti pur nelli Vffitiali della Mercatantia si rimangono. Ma alcuni delitti ricercano la galera, & vi si mandano i rei, ò durante vita, ò per tempo prefisso; non entrādo qui nelle punitioni ordinarie, ò vero arbi­trarie de i peccati non graui, le quali giornalmente au­uengono; & piu tosto date per suergognare i delinquē ­ti, & per essempio delli altri, che' si guardino di non er­rare, che per distruggerli del tutto. Et perche quanto si è detto, tutto con sincera dichiaration d'animo si è di­mostro quel ciuil gouerno, & Principato: il quale hog­gisi mostra esser tale, quale tra le nationi Christiane de­siderar si potesse da qualunque si sia di animo piu eccel­lente, [Page 43] & di valor singulare. Noi ancora dando fine à questa nostra breue fatica diremo, che hauendo finito questo terzo Discorso proposto prima ci pare d' hauere ancora rappresentato, & chiaramente allo accorto giu­ditio altrui: Come con il fondamento di tre sorti di go­uerno posto, ò di tre nature differenti l'vna dall'altra pur si può dare honorata riputatione ancora al gouer­no di qualunque stato si sia: mentre, che la prudenza di chi gouerna di tempo in tempo corrisponda à quella di chi haurà fondato: imaginandosi, che il fondamento di qualunque gouerno non saria gia mai durabile molto, senza la vigilanza del soprauuedere alle sue necessità, come auuiene delle fabriche grandi, che minacciono ruina: lc quali subito bisogna, che sieno prouedute con conuenienti ripari per la conseruation dello in­tero edificio: perche il simile auuiene di tutte le cose de i mortali.

IL FINE.

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